sabato 22 marzo 2025

 "Un fiore per te"

Buongiorno ai colori
Alle carezze
Alle passioni
A quella speranza che ognuno di noi porta nel cuore.
Buongiorno alla felicità
A quella parola gentile
Al caffè che profuma la casa
Come un aquilone dalle mille sfumature
Perché in ogni, ce un posto segreto, là dove risiede il nostro cuore!
Buona Domenica
A. Miceli ❤️
Crostata con ripieno di confettura di arance.







 Buona Epifania a tutti, affinché il nostro cammino possa essere come quello dei Re Magi guidati dalla buona stella.

❤️Antonella Miceli ❤️






“Un incredibile Capodanno”

 “Un incredibile Capodanno”

Luna aveva chiesto a Babbo Natale di trascorrere il Capodanno lontano da tutti e tutto, ma assolutamente non immaginava di andare così distante e di cosa sarebbe stato in grado di vedere.
Voglio deliziarvi di questa meravigliosa avventura, viaggeremo assieme a Luna, la mia protagonista che è rimasta letteralmente ammaliata da quello che le sta per accadere...
È la Vigilia di Natale e Luna non aveva ancora richiesto un regalo, non sapeva, o non voleva.
Un istante, e poco prima della mezzanotte chiuse chi occhi e pensò a qualcosa, un piccolo desiderio come lo definiva lei,
ma in realtà non ci credeva poi tanto, oramai aveva compiuto da poco vent'anni, e per lei queste cose erano àgè.
Il mattino seguente facendo visita a Nonna Maria, si rese conto che nulla nella vita è scontato.
<<Ciao Nonna come stai?>> <<Bene amore, allora hai chiesto a Babbo Natale il regalo perfetto?>> <<Dai Nonna queste credenze sono false come gli amici>>.
<<Ma no amore della Nonna devi crederci e vedrai che il tuo desiderio sì avvererà!>>
<<D'Accordo Nonna ora vado i miei amici mi aspettano al bar>>
<<ma non avevi detto che gli amici sono falsi?>>
<<ehm nonna ti abbraccio>>.
Trascorsero giorni e per davvero non arrivò nulla, quello che aveva chiesto non si era avverato “pensava tra sé” di continuare con la sua vita di sempre, amici, studio, casa, e bar, e non pensarci più.
Invece il 27 di dicembre qualcosa accadde, un postino suona alla porta di casa,
<<salve, disse Luna aprendo la porta >>
<< salve, cerco la signorina Luna...C>> <<si sono io, mi dica>> <<deve firmare qui>>.
E così fece, firmò quel che sembrava un documento serio, e rientrò in casa.
In un primo momento l'ha lasciò sulla credenza, ma appena rientrò la mamma... <<Luna cos’è questa lettera poggiata qui?>> <<si mamma scusa è appena arrivata, fra poco la apro>>.
E così, terminato di pranzare prese la lettera tra le mani, e dissigillandola vi si rese conto che qualcosa stava per cambiare, la sua vita si sarebbe modificata per sempre, iniziò a urlare come una matta, <<mamma, mamma, corri vieni qui devo farti leggere qualcosa di straordinario>>
<<amore cos’ è successo?>>
<<mamma ti ricordi quando partecipai a quel concorso?>> <<si certo, e allora?>> <<l’ho vinto, devo trascorrere Capodanno in Scozia, e pensa, è tutto pagato e alloggerò in un castello, come una vera principessa, sono tanto felice>>.
Non riusciva a smettere di urlare, così cantando e sbraitando preparò la valigia.
Alla sera salutò tutti, la mamma il papà e soprattutto nonna Maria,
<<te lo avevo detto amore che una sorpresa era pronta per te>>
<<ma nonnina non centra Babbo Natale, sono stata io brava>> <<si, sì, certo come no>> continuava la nonna.
Salì su quell’aereo e via verso la Scozia esattamente a Scout, dove avrebbe trascorso quindici giorni meravigliosi, e un Capodanno da favola.
Appena l’aereo prese decollo, vi si addormentò, e al suo risveglio...
<<O mamma che spettacolo continuava a pronunciare Luna, ma qui è stupendo, è pazzesco>>.
Con un taxi fu accompagnata nel castello dove avrebbe soggiornato. Alzando lo sguardo inizio ad ammirare immensi viali, alberi, ricoperti di neve, tutto era davvero elegante e favoloso, sembrava per davvero di essere in una fiaba.
Entrando in sala, una dolce fanciulla le sì avvicinò, << lei deve essere la signorina Luna, mi segua le faccio vedere la sua stanza>> sembrava che se la tirasse un pochino, invece appena entrate in ascensore...<< senta signorina Luna voglio metterla in guardia, la notte stia attenta, si chiuda nella sua stanza e non apra a nessuno, ci sono fantasmi che si divertono a terrorizzare gli ospiti>> <<ti ringrazio rispose Luna, non mi terrorizzano, sa, io non credo ai fantasmi>>
<<d'Accordo non dica che non l’avevo avvisata>>.
E proseguirono per l’arrivo in stanza,
<<prego signorina siamo arrivate questa è la sua stanza la numero 23>> <<ma davvero? Replicò Luna, sa, è il mio portafortuna, e sicuramente anche questa volta funzionerà>>.
Grandi cuscini di uno scozzese brillante sul letto, pareti bianche, e poi quello scrittoio sul lato, sotto la grande vetrata, dove poter ammirare un panorama stupendo.
Lanciandosi sul letto Luna esclamò << sono in una favola, qualcuno mi tiri un pizzicotto perché io ancora non ci credo, è tutto così incantevole>>.
E d'improvviso una voce sottile << madame se volesse potrei farlo io>> Luna sì alzò di soprassalto, <<chi c’è, qualcuno è nascosto?>> <<Madame lei non può vedermi, lei non crede>> <<a cosa dovrei credere, ma insomma, venga fuori e ne parliamo>>.
E di colpo prima una luce bianca e poi << ciao io sono Cameron, non ti spaventare, non voglio farti del male>>.
<< O mio dio, esclamò Luna cadendo dal grande letto, ma chi sei? Cosa vuoi?>>
<< madame, stia tranquilla io sono Cameron aspettavo da tanto che qualcuno come soggiornasse in questa stanza>>
<<ma lei parla con me, mi ascolta e mi vede>> << madame se vuole ora vado via, così può restare da sola per qualche minuto, ci vedremo più tardi, se lo desidera>>.
E così, andò via lasciando Luna nello spavento più totale.
<< il telefono iniziò a squillare, mamma, mamma, mi senti? Sono arrivata, ho una stanza meravigliosa e anche un fantasma>>.
La mamma iniziò un lungo riso, non riusciva più a fermarsi, amore ma che dici quale fantasma? E poi tu non credi a queste dicerie vero? >>.
<<Mamma quando torno ti spiego ora devo andare, ti amo sei ciò di più bello la vita mi abbia donato>>. Chiudendo la conversazione con la mamma,
iniziò a chiamare << Cameron, Cameron ci sei?>>
E di botto quella luce e poi... <<madame sono qui, al suo servizio, mi dica>>
<< Dai dimmi come fai?>> <<a fare cosa madame>>
<<a fare questo, come ci riesci?>>
<<Nel 1800 lavoravo come serviente, mentre lavavo le finestre feci un terribile volo, da allora sono intrappolato in questo castello per sempre>>.
<< Ho capito, dai fammi visitare l’edificio di sicuro nessuno lo conosce come te>>.
La portò in posti che alcuno avrebbe mai immaginato di percorrere, le risa di Luna si sentivano ovunque, la bellezza di quel posto, era un'emozione perenne.
E la notte di Capodanno Luna si fece bella solo per Cameron, la prese dalla stanza per accompagnarla al ballo in sala, lei, non lo lasciò per un istante, trascorsero la serata abbracciati, a mezzanotte Cameron divenne reale, le labbra si avvicinarono l’un l'altra e tutto divenne concreto, le loro mani si intrecciarono, e continuando a ballare si guardarono dritti negli occhi.
Il profumo dell’amore viaggiava in quel castello dai toni rosa, dai viali immensi, e dalla luna che illuminava la stanza, dove all'improvviso si trovarono nudi, abbracciati, innamorati e meravigliosamente belli!
Allo scoccare della mezzanotte Luna finalmente espresse un desiderio, questa volta ci credeva per davvero.
Tutto fluttuava nell'aria come grandi bolle,
e Cameron svanì.
Luna iniziò un lungo pianto, non voleva riaprire gli occhi le mancava così tanto, ma non poteva farci nulla, era la vita, la realtà!
Arrivò il giorno della partenza, non riusciva ad andare via, ma un istante e un giovane aitante le toccò i capelli, quel profumo di zucchero a velo, così si voltò di scatto, e alla vista di Cameron lo strinse forte a sé, baciandolo allo sfinimento!
Il desiderio che aveva espresso si esaudì e Cameron divenne umano, avendo a disposizione un’altra possibilità.
Tornarono in Italia assieme e oggi custodiscono il loro segreto con immenso amore, e innamorati più che mai!
I desideri se li sogniamo per davvero, vi si realizzano,
la vita è un luogo meraviglioso, fatto di speranze, gioie,
e di felicità, basta volerla,
a volte la si cerca nel posto sbagliato
e diventa irraggiungibile!
Buon nuovo anno a tutti e che vi porti qualcosa di nuovo e di meravigliosamente magico, come è successo a Luna e Cameron,
basta crederci sempre!
Buon 2025.
❤🥂🥂🥂🥂🥂❤
A. Miceli ©

"Pandoro"

 

“Il signor Pandoro”
Ed anche il pandoro sfogliato è pronto,
gustatevi questo video,
e ancora una volta auguro a tutti voi
Uno splendido Natale!
Vi stringo in un grande abbraccio.
A presto!
Antonella Miceli❤ 



"Panettone"


“L’arte del Panettone artigianale”
Per me ogni anno è una grande emozione realizzare i panettoni, è stupendo, si respira la vera gioia del Natale,
I profumi che invadono la casa, le attese di lievitazione, e per ultimo e non meno, la cottura, basta un piccolissimo istante, una distrazione e paf tutto va a rotoli.
Ecco perché realizzarne, e saperli creare per me è un’arte!
Tutti lo vogliono assaggiare, e non si torna indietro, se potessi, passerei attraverso il monitor, una fetta a ognuno di voi.
Buon panettone a tutti ma soprattutto
Buon Natale!
Antonella Miceli ❤





 

martedì 3 dicembre 2024

"Santa Claus"

 "Santa Claus" 


Lui era triste è solo, aveva il viso spiaccicato su quella grande vetrata, dove mille lucine a intermittenza coloravano il suo bellissimo volto.

Gabriele era un bimbo che viveva in un grande orfanotrofio, dove tanti bimbi, ragazzi come lui ci abitavano da sempre, alla fine non era solo, ma in cuor suo si sentiva sempre con questa strana sensazione addosso, quella tristezza non lo abbandonava mai.

Tutti le dicevano che Santa Claus non esisteva, ma lui ci credeva, ci sperava, lo spirito del natale le regalava pensieri magici, desiderava che i libri che aveva letto in tutti questi anni dicessero solo tanta verità...

In realtà lo sperava con tutto il suo cuore.

Dalla nascita di Gabriele erano trascorsi undici anni, dopo essere stato abbandonato dalla mamma, pensava di non meritare questa vita, (a volte certa gente fa più danno che bene), proprio perché le avevano detto che dopo essere venuto al mondo, i suoi genitori non lo avevano voluto.

Quindi ogni natale sperava che Santa Claus vi si recasse in quel orfanotrofio per donarle una vera famiglia. 

Non abbandonava Gabriele l'idea di poter realizzare il proprio sogno, purtroppo erano trascorsi tanti anni senza che mai l'avesse visto. Eppure il

24 di quel dicembre qualcosa stava per cambiare, la sua vita si sarebbe trasformata per sempre. Un freddo pungente, tanta neve  veniva giù, imbiancando tutto il grande giardino come fosse zucchero a velo, a un tratto si rese conto che 

sarebbe stato impossibile per Santa Claus fermarsi proprio da lui, e giudicandosi credeva; sicuramente non merito nulla di tutto questo, non merito che arrivi qui da me...

E così, si infilò il pigiama e iniziò a prepararsi per andare a letto, quando all'improvviso udì un rumore, a dire la verità un bussare, e si finalmente senza mai perdere quella speranza, Santa Claus era arrivato e Gabriele aveva il cuore a mille, balbettava, non riusciva a stare in piedi, era proprio lui, bellissimo, con quella barba bianca morbida e paffuta, e il vestito era proprio come lo aveva sognato da sempre... 《Ciao ometto non mi riconosci? Non mi fai entrare? Le disse Santa Claus. 《Ceerto》 rispose Gabriele balbettando come non mai.

Entrando nella stanza Santa Claus abbraccio forte il giovane ometto promettendo che ben presto il regalo che aspettava da tempo sarebbe arrivato e che la sua vita si sarebbe diventata radiosa. Gabriele continuava a balbettare non riusciva a fermarsi, era troppo grande l'emozione che aveva dentro di lui, attendeva quel magico istante da sempre! 《Santa Claus grazie, lo sapevo che esistevi per davvero, e che non erano solo favole scritte nei libri.

《Sai Gabriele, a volte basta avere quel coraggio di credere in qualcosa, che il mondo Intero invece nega l'esistenza, 

tu devi credere sempre in ciò che porti nel tuo cuore, solo così potrai vivere sereno》.

Un ultimo abbraccio e poi via a regalare sogni a tutti i bimbi del mondo, Rudolf era lì ad attenderlo per continuare il giro intorno al mondo.

《Arrivederci ragazzo fai della tua vita una gioia immersa, e non essere mai più triste》E così, mentre Santa si allontanava, Gabriele voleva correre a svegliare tutti per raccontare loro ciò che aveva vissuto.

Un attimo e prese la decisione di custodirlo nel suo cuore, anche perché non lo avrebbero creduto, e così, decise di non dire nulla.

Il mattino successivo Gabriele finalmente era più allegro, più sorridente, e saltò agli occhi di tutti sin da subito.

Trascorsero due giorni e finalmente, il vero padre lo aveva trovato, undici anni fa la mamma non voleva chiedere nulla al compagno e senza dirle nulla, abbandonò il piccolo Gabriele perché non aveva un lavoro, non poteva mangiare né vivere.

Il giovane Papà lo aveva scoperto per caso qualche giorno prima di quel natale, e di corsa vi si mise in cerca del piccolo.

Appena visti si abbracciarono e non si lasciarono mai più, e Gabriele aveva due bellissime sorelle più piccole di lui, una stanza tutta sua con un letto caldo e morbido, e una casa piena d'amore!


Bisogna credere nei sogni, in quello che portiamo nel cuore, e senza aspettarsi nulla i miracoli a volte si avverano, proprio com'è successo a Gabriele. 


A.Miceli❤️


Crostata realizzata con confettura di arance.






lunedì 7 ottobre 2024

"Cascate di Cuori"

 “Cascate di Cuori”

Un lunedì qualunque, dove davvero disprezzi anche il suono della sveglia, tanto da farti ricordare che tutto ricomincia, il lavoro, il ritrovare i colleghi in ufficio, e allora Adrien con una mano lancia la sveglia sul pavimento, e con l’altra allunga il piumone per coprirsi la testa, per una manciata di coccole…

Via in doccia, e con voce rauca e profonda urla: SI RICOMINCIAAAAA.

Esce di corsa era davvero di ritardo, in macchina una musica dolce e torna l’equilibrio, 

ad un tratto una bellissima ragazza era lì, ferma a quel semaforo, in attesa di attraversare, scatta il rosso e Adrien vi si blocca, lei percorre sulle strisce e all’improvviso gira la testa verso quell’auto ferma e Il loro sguardo vi s’incrocia, 

mamma che splendore sussurra Adrien tra sé, che occhi, che labbra, e che classe, fu un piccolissimo istante, ma a dire il vero le sembrò un’eternità.

Arrivato in ufficio non faceva altro che pensare a quel bocciolo di rosa, ecco a cosa abbinasse quella splendida ragazza!

Adrian si accorse che di fianco al suo di ufficio, aveva una nuova collega, ma essendo di spalle non riusciva a vederla in volto, così, chiese al suo migliore amico, “Davide ascolta: chi è la ragazza che sta nell’ufficio di Emma?”

Chi quella, mamma Adrian è uno spettacolo, che occhi, che sguardo, e che curve, devo dire molto pericolose… 

E iniziarono a ridere in maniera smodata, dai disse Davide mettiamoci a lavoro che è meglio, e continuando a ridere ognuno iniziò il proprio compito.

Dopo un’ora, mentre Adrien sorseggiava un caffè,  all’improvviso vide che quella ragazza si girò verso di lui, e rimase incantato, non riusciva più neppure a deglutire, era lei, proprio la ragazza che aveva attraversato la strada dinnanzi agli occhi spalancati di Adrien… Così si alzò di scatto e… toc, si? Toccandosi i capelli per l’imbarazzo Adrian le disse: “Ehm, salve volevo presentarmi, sono Adrian lavoro nell’ufficio difronte”, “piacere rispose, io sono Aurora”, che nome meraviglioso esultò Adrian, ascolta stasera ci riuniamo tutti nel bar difronte è il compleanno di Mario che fai ti unisci a noi? Con aria malinconica e sguardo basso Aurora le rispose “no mi spiace ma non posso proprio” d’accordo vorrà dire che sarà per un’altra occasione, si sicuramente, perdonami disse Aurora ma ora ho da lavorare se non ti spiace… 

Sì, certamente, se hai bisogno di qualsiasi cosa io ci sono d’accordo? Grazie sei gentile.

Adrian aveva percepito uno sguardo triste, vuoto, quasi assente, le era rimasto fisso in mente, pensava tra sé: sicuramente ha problemi seri, la devo lasciar stare e non pensarla più.

Ma nulla di tutto ciò fece.

Il mattino seguente, stesso posto, stesso orario,  trascorsero tanti giorni, settimane, mesi. Fino a che un mattino di inizio dicembre, Adrian aprì il finestrino e “Aurora Sali ti do un passaggio, tanto facciamo lo stesso tragitto”, in un primo momento la ragazza esitò ma poi si guardò i piedi, (portava sempre tacco 12) e accettò.

Un silenzio avvolse la macchina e loro due, poi all’improvviso e contemporaneamente dissero: “oggi è davvero una giornata fredda.”

E scoppiarono in un riso pazzesco fatto di complicità…

Da quel giorno trascorsero due mesi, e ogni giorno Adrian le dava un passaggio per andare dritti in ufficio.

La Vigilia di Natale, si incontrarono tutti al bar per scambiarsi i regali, gli auguri… Non mancava nessuno, ma Aurora non c’era, e Adrian si preoccupò. 

Infatti, chiese alla collega di Aurora, e le rispose che si erano dati appuntamenti in quel posto, per farsi gli auguri, ma non sapeva il perché della sua assenza!

Il giorno di Natale Adrian le invio un messaggio di auguri, senza alcun riscontro, così, iniziò a preoccuparsi, e non sapeva che fare, e dove cercarla, visto che non le aveva detto dove e con chi abitasse.

Attese che le festività finissero, e parliamoci chiaro, non era stato mai così felice di ritornare in ufficio, ciao Aurora come stai? Le chiese con aria preoccupata… Tranquillo tutto bene, non è vero si vede che non sei tranquilla rispose Adrian, dai alla pausa pranzo andiamo a prenderci un caffè? 

Ci pensò un attimo, e poi, d’accordo passo io da te.

E dopo poco quest’ultima prese la borsa, Adrian andiamo? Si, si, ci possiamo avviare, anch’io ho completato qui.

E così, si condussero in quel bar con maestose vetrine, illuminate da lucine di un bianco candido,

mi dici cosa ti succede Aurora?

Adrian la mia vita è un disastro restane fuori, te ne prego, non posso rispose Adrian sono pazzo di te, lo capisci? 

Lei alzò di scatto i suoi bellissimi occhi, e fissando Adrian, le disse: “dalla prima volta che ti ho visto, non sono più riuscita a non pensarti”

E allora disse Adrian cosa ci blocca?

Adrian, io ho un Marito a casa, ma tu lo ami? Chiese Adrian, “non l’ho mai amato, però lui mi tiene legata a lui, e mi ha promesso, che se un giorno andrò via, mi troverà e mi ucciderà.” 

Ho tanta paura Adrian, la mia vita è finita, non posso innamorarmi di nessun’altro…

Adrian, io cerco le cascate di cuori in un giorno di neve,

dove tutto tace, dove la vita non intralci il indestino dove possa amare, chi mi rispetta. 

Questo cerco, e so che non potrà mai succedere…

Si abbracciarono e finalmente arrivò anche il primo bacio.

 Si lasciarono trasportare, in quell’atmosfera pazzesca, fatta di animi danzanti.

Ma all’improvviso,

cosa abbiamo fatto, disse Aurora, siamo matti…

Si siamo pazzi l’un dell’altro Aurora, 

fidati di me, sistemerò tutto, non puoi stare con una persona che non ami, 

non posso, disse Aurora, non ce alcuna speranza per noi, lascia stare te ne prego!

Così, si alzò di sobbalzo e corse via, senza dire più nulla, arrivò vicino la porta d’ingresso, uno sguardo penetrò Adrian, e poi lontano, via dal suo amore…

Per tanto tempo Adrian non seppe più nulla di Aurora, si erano allontanati, e lei si licenziò dal lavoro…

Trascorsero tanti anni, cinque, per l’esattezza otto.

Un lunedì di primo mattino,

Adrian era seduto con un cliente al bar, quando 

Inaspettatamente una mano calda e morbida, le sfiorò la sua di mano, alzò lo sguardo, e credette di mancarle il respiro per la tanta emozione, 

era lei, la bellissima Aurora, era tornata, e questa volta per vivere la loro storia d’amore, se solo Adrian avesse voluto!

Aurora, esclamo Adrian, e senza dirle nulla, la abbracciò così forte, per poi come un treno iniziare con le domande, dov’eri finita? E cosa ti è successo? Adrian finisci col tuo cliente e risponderò a tutte le tue domande, non scappo un’altra volta, ora se lo vorrai sarò tua.

Così finì di lavorare Adrian e si dedicò con animo e cuore alla sua bellissima amata.

Andiamo a casa mia disse lei, se puoi, se vuoi, 

certo, da quando sei sparita non ho amato più nessuna donna, ero speranzoso che tornassi, ma spiegami cosa ti è successo, ho tante domande da porti.

Mio marito, otto anni fa ebbe un incidente dove era diventato un vegetale, ed io l’ho accudito per tutto questo tempo, ma ora che è scomparso, nulla mi tratteneva più in quella vita, così ho deciso di cercarti, perché non ti ho mai dimenticato…

Si abbracciarono così forte da perderne la percezione del tempo, era come se fossero fermi a quegli otto anni fa, il tempo vi si era fermato per davvero.

Un profumo d’amore invase la stanza, la vita, la musica iniziò a farsi sentire, e dalla finestra videro tanti piccoli cuori che venivano giù dal cielo assieme a tanta neve candida, come il loro amore. E come in una favola vissero felici e contenti!


Sii l’artefice della tua libertà

Lotta sempre per quello in cui credi

Custodisci i tuoi ricordi, i tuoi segreti, i tuoi amori passati e futuri fino a sentirne dolore.

La felicità non è irraggiungibile 

A volte la si cerca in posti sbagliati

E con il tempo te la ritrovi accanto

Perché nella vita cerchiamo persone che non possono starci vicini,

e quando non ci pensi più accadono momenti magici, 

inaspettatamente.

Perché la caduta di cuori come fosse neve, esiste, devi solo crederci!


Antonella Miceli

Tutti Diritti riservati ©





Crostata vegana: 

Base: 300 gr di farina (00)

150 di margarina vegetale, oppure olio di girasole

Un cucchiaino di lievito per torte

100 gr di zucchero semolato

Impastare con acqua fredda.

guarnita con confettura di ciliegie.

Cuocere in forno caldo 170 con modalità statico.


Grazie dell'attenzione ❤️ 

domenica 29 settembre 2024

"Il bosco incantato"

 “Il bosco incantato”

Quando ero tanto piccina, e vabbè non tanto tempo fa…😁

Mi recavo col mio babbo, alla ricerca di quei simpatici micete, che io adoravo solo ammirare!

E finalmente arriva la domenica,

  la sveglia suona, ma io in tutta sincerità era da tanto che ero sveglia, e non vedovo l’ora che il mio Babbo venisse a bussare alla porta della mia stanza, insomma che dirvi, non ero nella pelle, per me un’emozione troppo grande!

Ore nove, finalmente disponiamo tutto in macchina, e si parte per quel luogo fatato, dove odi unicamente il cinguettio degli uccelli, mentre vedi attraversare straordinari ricci, morbidi cagnolini in cerca di nutrimento, aquile posate sui rami di quegli imponenti fusti.

Là dove oblii tutto, 

tutti, 

all’epoca amavo staccarmi da ciò che mi ricordasse lo studio, dai miei amici, 

quel giorno lo riservavo a me, 

ai miei ticchettii del cuore che aumentavano dalla contentezza, e si, risanavo la mia energia…

Che custodisco con gioia ancora oggi, come fosse una proiezione, vista tante volte.

E cammina, cammina, ti trovi davanti agli occhi uno spettacolo senza fine, senza poter dire, o pensare, in quell’istante ci sei tu e ciò che ti rapisce lo sguardo, 

un gruppetto di bellissimi Funghetti dal cappello color marrone, buffi, tanto buffi, io ci vedevo gli occhietti, ci parlavo, erano quasi nascosti da una folta e bellissima erba verde come la speranza, sembravano stessero abbracciati, uniti come solo loro sanno,

noi sembravamo cercatori d’oro, e quel tesoro era lì nascosto, sotto l’intrico grigio di quel legno inzuppato.

E poi all’improvviso un bagliore di arancio fuoco, ci accecò lo sguardo, tanto arancio, una scia luminosa fino a farci deconcentrare e non trovarli più.

Ed io fui tanto felice, ogni volta, di non riuscire a portare nulla a casa, non sopportavo di doverli strappare dalla terra, era quasi sentirne il dolore.

E così vagavamo per ore in quel bosco incantato dove solo chi sa ascoltare sente,

chi sa osservare vede,

e chi sa amare è legato a ciò che la vita le dona.


Antonella Miceli ©



Crostata vegana, realizzata con: 

300 di farina 00

150 di margarina vegetale, oppure olio di girasole

Un cucchiaino di lievito per torte

Impastare con acqua fredda.

guarnita con confettura di fragole.

Cuocere in forno caldo 170 con modalità statico.






martedì 27 agosto 2024

"Sarai grande"

 “Sarai grande”

Il tuo futuro amore mio non è scritto da nessuna parte,

perché tu sarai l’artefice delle tue scelte, hai la penna ed un foglio bianco, e non permettere a nessuno di scrivere al posto tuo!

Sceglierai gli amici, e amerai anche chi ti toglierà la fiducia,

perché a volte credere in qualcuno fa stare bene.

Non so cosa farai da grande,

forse l’avvocato, l’imprenditore, un magistrato, creatore di giochi, o forse uno scrittore oppure un pittore.

Viaggerai e ti innamorerai follemente, e anche se ti farà soffrire, tu non smettere di credere nell’amore.

Il presente quanto il futuro, è tutto tuo, e tu sarai, solo tu.

Amore credi sempre in te stesso, non odiare, ma usa gli strumenti della gentilezza che la vita ti ha insegnato, e affronta il mondo con il cuore e la dolcezza che ti distingue!

Accetta la caduta e spicca il volo, amore tu sei e sarai per sempre il mio bellissimo dono,

e non dimenticare sei nato per essere felice.  ❤

 Torta con personaggi Tv man...

A. Miceli




venerdì 22 marzo 2024

" Prima confessione"

 “La prima confessione”

Un giorno che non dimenticherai piccolo amore nostro,
ma non dimenticheremo neppure noi, che lo abbiamo vissuto di fianco a te,
amore tanti auguri a te
❤ “Che la luce del Signore ti accompagni ovunque”!



Antonella Miceli